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mercoledì 4 novembre 2009

PDL-Sicilia intervista a Gianfranco Micciche'


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Il Battesimo del gruppo PdL- Sicilia al Parlamento Siciliano (ARS)





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martedì 3 novembre 2009

IL MANIFESTO DEL PDL SICILIA

Pur provenendo da storie e identità diverse, in questi mesi abbiamo dato vita a un comune itinerario politico e culturale che, col progetto “PDL SICILIA” ha avuto il merito di animare il dibattito politico regionale e nazionale all’interno e forse ancor più all’esterno del Popolo della Libertà, contribuendo a polarizzare l’attenzione della pubblica opinione, degli osservatori e dei cittadini
su tre grandi questioni:
  1. il rilancio politico e mediatico della QUESTIONE MERIDIONALE volutamente dimenticata o peggio negata sull’onda di crescenti suggestioni culturali leghiste, di un certo pensiero unico economico e di politiche di governo a senso unico che troppo spesso anziché riequilibrare hanno incrementato il divario tra il Sud e il Nord del Paese;
  2. la CENTRALITA’ DELLA SICILIA e della esperienza, difficile ma carica di innovazione politica, del GOVERNO LOMBARDO, che abbiamo contribuito in modo determinante a fare nascere e nel quale riponiamo la nostra fiducia e tutto il nostro impegno, nella consapevolezza di essere noi la maggiore forza che lo sostiene con lealtà in questa importante stagione politica e nella prospettiva di sfide e appuntamenti che richiamano la nostra responsabilità di rappresentanti del Popolo della Libertà, con precisi ruoli e posizioni nella politica nazionale e regionale;
  3. la DEMOCRAZIA INTERNA AL POPOLO DELLA LIBERTA’, partito in cui – senza equivoci o ambiguità – ci riconosciamo, che abbiamo scelto come appartenenza e nel quale continueremo a lavorare e condurre la nostra battaglia politica nella convinzione, che nessuno può smentire, che a tuttoggi non è stata risolta quella che può definirsi l’”ANOMALIA SICILIANA” del Popolo della Libertà che – caso unico su tutto il territorio nazionale - nella nostra regione non è mai nato, non si è mai strutturato nelle province e nei comuni, è rappresentato da due co-coordinatori che, sul piano formale impersonano una prolungata violazione dello statuto e su quello politico una rabbiosa quanto sterile linea di opposizione al governo Lombardo pienamente legittimato dal sostegno di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini oltre che dal consenso della totalità degli elettori del Popolo della Libertà.
A questa nostra sintesi progettuale aggiungiamo la valutazione che fino ad oggi è mancata qualunque iniziativa da parte del coordinamento nazionale per mettere fine a questa anomalia, anche in riscontro alla nostra proposta di un “triumvirato” di garanzia, rappresentativo di tutte le aree interne del Pdl siciliano con contestuale fissazione delle procedure e della data per scegliere la leadership regionale, anche come indicazione da sottoporre al vertice nazionale.
Da parte loro i due co-coordinatori regionali hanno dato vita esclusivamente a iniziative provocatorie o comunque dirette ad ampliare divisioni e lacerazioni all’interno del partito, ultima in ordine di tempo la convocazione a Palermo di una riunione da cui sono stati deliberatamente esclusi tutti i parlamentari nazionali e regionali che si riconoscono nelle posizioni espresse con questo nostro documento politico.
E’ stata inoltre assente qualunque attività politicamente significativa dell’attuale presidenza del gruppo parlamentare del Pdl all’Ars anch’essa arruolata – senza l’ombra di un dibattito interno e all’insegna di operazioni strumentali e comunque non condivise - ad una linea di pregiudiziale opposizione invece che di sostegno al governo regionale in cui è rappresentato a pieno titolo il Popolo della Libertà.
Sulla base della linea politica e programmatica che abbiamo sopra evidenziato e delle conseguenti valutazioni che abbiamo esposto, abbiamo deciso di:
  • costituire all’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA un gruppo parlamentare autonomo con la denominazione “PDL-SICILIA”, formato da 15 deputati regionali eletti e aderenti al Popolo della Libertà, aperto ad altre libere adesioni, come espressione tecnico-istituzionale di un’area politica interna al Pdl, che rimane sul piano politico il nostro partito di appartenenza col suo programma, col suo statuto, coi suoi valori di riferimento, con la leadership indiscussa di Silvio Berlusconi e l’ispirazione politica e culturale di Gianfranco Fini;
  • promuovere la costituzione in tutti gli ENTI LOCALI siciliani, iniziando da Consigli provinciali e consigli comunali dei capoluoghi, i gruppi consiliari “PDL-SICILIA”;
  • ribadire il nostro leale e forte SOSTEGNO AL GOVERNO REGIONALE, di cui apprezziamo lo sforzo di rinnovamento e i primi importanti risultati raggiunti, sulla base di un rinnovato PATTO POLITICO-PROGRAMMATICO COL PRESIDENTE LOMBARDO per affrontare la seconda fase del percorso dell’esecutivo che dovrà vedere la nostra regione sempre più protagonista di una importante stagione di crescita, di sviluppo e di cambiamento al quale dovranno essere chiamati, con una grande operazione di partecipazione politica tutti i siciliani, per fare tagliare alla nostra comunità regionale traguardi irrinunciabili come la grande Riforma della Regione capace di caratterizzarla sempre più in termini di efficienza e legalità, il pieno utilizzo delle risorse e in particolare di quelle europee, del completamento della riforma sanitaria, di una maggiore funzionalità del Parlamento siciliano.
  • lanciare un APPELLO al Presidente del Partito Silvio BERLUSCONI perché, d’intesa con Gianfranco FINI, perché assuma la responsabilità di risolvere la grave crisi politica e organizzativa in cui versa il Pdl in Sicilia e di intraprendere una decisa iniziativa per superarla in tempi brevi.

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giovedì 29 ottobre 2009

La gara dei clic su www.livesicilia.it

Molti di voi sanno, perchè hanno ricevuto la mail, il messagio su FB o per il passaparola che ci siamo impegnati nel votare Gianfranco Miccichè in un sondaggio on line su www.livesicilia.it la cui domanda è : Chi vorreste per coordinatore del PDL in Sicilia.
Ebbene noi tutti che siamo vicini al nostro leader sappiamo quanto e con quale vemenza è sempre oggetto di falsità, accuse campate in aria e altro. Mentre noi ci siamo limitati ad esprimere un voto, a mobilitarci, a fare campagna on line altri stanno palesemente imbrogliando.
Lo sconosciuto Leontini nella notte ha recuperato quasi 10 punti percentuali, all'incirca 800-1000 clic.
Ebbene adesso non è solo più una questione di voto. Adesso si parla di clic.
Allora la gara è a chi è più veloce e a quanti si dedicano a questa gara ( è una cazzata lo so ma la mamma degli imbecilli è sempre in cinta e non è colpa di nessuno).
Ancora, molti su livesicilia.it non lasciano commenti. Visto che la cosa è srtata posta all'attenzione vi invito a commentare i post sul sito del quotidiano.
Stamani si è appreso che la mobilitazione all'ARS è conclamata.
Da più parti si apprende che è diventato un tutti contro Miccichè.
Allora se è vero come è vero che siamo di più questa volta non ci facciamo fregare.
Mobilitatevi tutti e votate ripetutamente il sondaggio. Ripulite i cookie e sclerotizzatevi i polpastrelli. Al Voto, Al voto!!!
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giovedì 15 ottobre 2009

Per ricordare l'origine di tutto

Furono in 39 i deputati e senatori portati dal duo "lodevole" al cospetto del Capo per opporsi a ciò che tutti gli azzurri siciliani (e non solo) volevano; Miccichè presidente della Sicilia. Oggi i firmatari sono in 15. Gli stronzi si sà con il tempo seccano e si assottigliano fino a sparire.
Ricordiamoci le cose dell'epoca per leggere i fatti di oggi.!!!
Guarda il video, clicca su continua.

Guarda il video de La 7



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lunedì 5 ottobre 2009

E' ritornato il Blog di Miccichè

Arrieccolo!!!! E' tornato!!!. Gianfranco Miccichè è ritornato a bloggare. Perchè è tornato? cosa succederà? cosa farà? A queste e ad altre domande sarà possibile cercare risposte ritornando a leggere e commentare sul blog all'indirizzi solito www.gianfrancomicciche.net
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giovedì 18 giugno 2009

...visioni

di Alfio Maria Fiamingo

La realtà è sempre uguale a se stessa. Non il livello di percezione che riusciamo ad averne. A proposito del modo in cui ogni cosa che accade può essere resa all'intelligenza di chi osserva, esistono piani diversi di approfondimento e analisi.
I centoventiquattromila voti a Michele Cimino, unico candidato espresso dall'area del Pdl che fa riferimento a Gianfranco Micciché, vengono letti da molti come una sconfitta. Nelle sue dichiarazioni, rese alla stampa, anche dallo stesso Sottosegretario. Inconsapevole?
I voti ottenuti da Giovanni La Via e Salvatore Iacolino, il duo dell'asse Alfano-Schifani, che ha in Giuseppe Castiglione e Domenico Nania il coordinamento regionale del partito, intorno alle centotrentanovemila preferenze, pur se risultanti dall'incrocio sullo stesso simbolo di due preferenze, volte all'uno e all'altro in aggiunta al voto che, alternativamente, ciascuno dei due ha reso per aree geografiche di appartenenza - e al quale si è aggiunto quello degli elettori di Nino Strano, vengono letti come una vittoria. Anche nelle parole del ministro guardasigilli e del buon Renato, Presidente del Senato della Repubblica. Inconsapevoli?
Elettori-cittadini. Mezzi di comunicazione. Politici e media sembrano, troppe volte, guardare da un piano diverso dal vero modo in cui si collocano gli elettori. Altrimenti chiaro, invece. Inconsapevoli?
Se il Sud, e la Sicilia in particolare, sono importanti per determinare il successo elettorale in casa Pdl, risultano essenziali per l'Udc. Essere Leader, in questo, significa saper immaginare il futuro e condurre la propria azione in modo da dare un senso compiuto a quel che ne indirizza il percorso. Chi ha letto i post precedenti, compresi quelli in link dello scorso anno, sa cosa intendo. Scripta manent, e, per parafrasare Virgilio - non quello di Dante, ma il portale web - è un po', questo, anche il bello di internet. Soltanto visioni?
Il buon McLuhan ha svolto il suo pensiero indicando gli effetti pervasivi del mezzo sulla comunicazione, a prescindere dai suoi contenuti... e i diversi angoli di visuale che interagiscono nella comprensione tra soggetti di un quale che sia argomento, dal quotidiano che ciascuno di noi vive nell'interazione con le persone più prossime a sé, fino alla filosofia.
Politica. Un modo per governare le istanze di una società di individui, cioè compiere delle scelte che sappiano, dalla loro interpretazione, realizzarle. O un modo per acquisire e, successivamente, gestire un potere su quella stessa società di persone. O un modo per porsi, più semplicemente, seguendo una ratio consequenziale al significato più in origine del termine, al servizio della stessa. In questo, nel senso che avrebbe nel suo stesso esistere come parola, senza rinunciare a quelli che firme prestigiose e lettori mediocri continuano a ritenere privilegi e che sono, né più né meno, soltanto condizioni di serenità per lo svolgimento di un compito teso a un fine corrispondente.
Sono state elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, quelle di sabato sei giugno e di domenica sette. In Sicilia, tuttavia, hanno avuto un significato diverso. In Sicilia c'è stata la possibilità di scegliere tra una politica del potere e del dare e una politica del servire e del fornire. Nei risultati, almeno a guardare all'interno del Pdl, ha vinto quest'ultima. Senza che ci siano soggetti inconsapevoli. Hanno vinto i valori e le idee, sulle trame e sugli schemi di distribuzione del prevalere. Perché appaia il contrario è riconducibile allo studio del Marshall canadese.
A scorrere il nastro all'indietro, certi commenti leggeri e interessati, tendenti a demolire l'immagine altrimenti inattaccabile del pupillo di Berlusconi, vivono della loro stessa inconsistenza. Non ci sono stati passi indietro né rinunce. Un disegno chiaro, un progetto reale e mai dismesso. "Prima di tutto la Sicilia", nelle parole di stavolta e dello scorso anno, è stata la sintesi di un pensiero delineato e consapevole.
Anche per coloro che hanno provato ad avversarlo. Perseverando, ma senza risultati. Anche per coloro che si sono ritrovati, invece, nella condizione di dover condividerlo.
In questo, la mente e il cuore, insieme, hanno reso un'immagine chiara dell'uomo. Dire di più potrebbe risultare qualcosa di diverso da un'analisi.
Cade Cuffaro, segue l'avversione dell'ex governatore per la candidatura di Micciché, con l'appoggio della vecchia politica del potere, quella di Angelino e di Schifani. Prestigiacomo, no. Gianfranco, no. Lombardo serve a dare significato rafforzativo all'immagine di un centrodestra coeso, pur nell'apparente incongruenza di un permanere nelle alleanze dell'Udc, che in Parlamento, sulla scia dei pretestuosi motivi di visibilità dei Follini & c., Casini sceglie di spostare all'opposizione - dice il Berlusca a un innervosito Dell'Utri e a un obbediente Micciché. Quale rivoluzione, è il grido dei mediocri in cerca di visibilità e degli altri, quelli per bene ma comunque tali, specie tra i lettori-cittadini-elettori. Vittime del medium, indipendentemente dai contenuti dell'informazione.
Non dovrebbe esserci bisogno di ricordare uno studioso della Manitoba university e di Cambridge, ma tant'è, ancora al tempo d'oggi.
Lombardo è uno che ha fiuto per fare suo, al contrario, il criterio al quale si ispira - ma sono solo i fondamentali, quasi come per un palleggiatore che sia regista di una squadra di volley - ogni buon manager... trasformare in positivo le opportunità che offre l'occasione.
Il nostro Gianfranco, Publitalia docet, ha lo stile leggero e sottile dei gemelli Finezza della Compagnia dei Celestini del libro del grande Stefano Benni, noto scrittore umoristico-satirico sinistrorso. Berlusconi ha avuto informazioni errate o le ha interpretate male, è un uomo, può sbagliare anche lui. Gianfranco ha l'intelligenza di saper trovare altre strade, senza variare obiettivo e senza venir meno alla lealtà per uno che continua a stravedere per lui, comprendendo che la realtà vive anche nell'impossibilità che da Palazzo Grazioli e Macherio e Arcore possano esserci notizie su tutto e su tutti che abbiano un legame stretto con l'infallibilità. Forse anche dentro le mura vaticane è in fondo un po' così, fede e ragione possono errare, almeno una volta.
In quanti, davvero, sono stati accanto a Micciché, ci si chiede e mi chiedo.
In quanti lo hanno compreso.
La risposta è nei centoventiquattromila uomini e donne che hanno scritto nell'urna il loro credere insieme ai valori e alle idee messe in condivisione, così, nel modo in cui soltanto un leader sereno del proprio operare sa - e dovrebbe sempre, per esserlo - fare.
Tutti consapevoli, nel gioco delle parti. E adesso il gioco si fa nel modo in cui ci ha raccontato Vialli, tra una partita e l'altra di una competizione mondiale di quasi vent'anni addietro.
La successione che a fine legislatura avverrà a Berlusconi apre già le maglie. Lo ha dichiarato il Premier, lo mostra il bailamme schizzafango dappertutto di questi anni e dei giorni di adesso in particolare. Si muove, tra gli spazi di questa scacchiera immaginaria, qualcosa di grande, che chiude e apre e sarà di discontinuità oppure a proseguire quelli che, nel 2013, saranno quasi vent'anni, mancandone soltanto uno. Silvio ha reso una cosa grande, senza essere compreso. Ha smesso il percorso di chi lo ha preceduto e di chi gli è stato coevo di una politica guidata da fili diversi, magari quelli di un dietro le quinte meno nobile dell'immagine che ne ha rappresentato, per metterci la faccia e il denaro, quello perduto dietro questo tempo spesse volte osteggiato nei proponimenti... in fondo, caduto il muro, ma non quello di troppe coscienze appannate o rese tali, è stato il primo di molti che hanno condiviso il concetto di un Paese moderno da assimilare a una grande Azienda. Questa, nella sua natura, crea sviluppo e risorse. Esattamente come dovrebbe fare uno Stato libero e che guardi al suo divenire.
"Unione delle clientele" dice dell'Udc, oggi, il Presidente del Consiglio.
Inconsapevole?
Gianfranco, febbraio-marzo duemilaotto.
Obbedisco, ma non mi adeguo. Proprio col piglio manageriale del lavoro dal quale proviene.
Potrebbe essere un'altra sintesi di lettura, e lo è, insieme alle altre però.
Obtorto collo, Lombardo in soltanto un anno deve adeguarsi, invece... a fine mandato lo aspetta un ministero, per crescere insieme al peso politico del suo movimento per l'autonomia. Gianfranco ha altre mire. "Prima di tutto la Sicilia", senza defezioni, né tentennamenti, né ripensamenti.
E con una preoccupazione, seria, per la mancanza di una opposizione vera nella nostra Isola, prima e più ancora che nel resto del Paese. Condizione per spaccature e correnti in una maggioranza così larga.
Il duo più duo, quello che negli scorsi post ha inteso riassumere i magnifici quattro, Schifani-Alfano-Firrarello-Castiglione, sceglie un trio e volge a vele aperte a favore di vento, così almeno crede... e chissenefrega, è il coro, se sull'altare si sacrifica il consenso unanime che aveva richiesto, apparentemente per sé, Berlusconi.
La Via-Iacolino-Strano, flop che terno...
Il medium è il messaggio.
Ma il tempo, in un lungo non ritorno che alcuni considerano ritenere in una ciclicità che non esiste altrove che nelle stagioni, muove in avanti. E, almeno e anche stavolta, in centoventiquattromila non ci hanno creduto.

Poiché le opinioni spaziano tra gli argomenti e la matematica - in questo soltanto aritmetica, ad essere più ancorati alla intensità che si accompagna alle parole semplici - è una certezza, centoventiquattromila è ben di più che ottantamila più e centomila più e cinquatamila più...
Non ha vinto il codazzo al Pistacchio.
Non ha vinto soltanto un'idea vera.
A vincere sono stati centoventiquattromila uomini e donne liberi, consapevoli dell'importanza di una politica del servire e del fornire e del governare.
La scacchiera vede scorrere già le linee degli spostamenti.
Il palleggio dei gemelli Finezza continua.
L'Udc è - quasi - fuori, comunque agonizzante. E credo non soltanto qui da noi che siamo al centro del mediterraneo.
Lombardo deve muoversi su una linea a lui fino a prima sconosciuta, anche come sistema interpetativo del suo ruolo e, più in generale, del concetto stesso di governo della polis.
Le opportunità a disposizione di tutti, una politica priva di favori e senza clientelismi, lo sviluppo anche senza inutili infrastrutture, inclusivo della valorizzazione delle risorse del territorio: questo, tra l'altro di bello, hanno scritto in centoventiquattromila.
In questo ha creduto e continua a credere, incurante ma determinato, Micciché.
Alfano non raccoglie un invito che non pretendeva intelligenza nell'uditore e cade nella induzione di chi non ha mai pensato che potesse abiurare dal suo piano di osservazione e dagli amici, che fossero di Palermo o di Bronte, che avessero trascorsi a Villabate o sedessero in Senato, amici veri e scomponibili al fine di moltiplicarne visibilità, risultati e vittorie.
La scacchiera racconta prima che si chiudano quali che siano cerchi, spessissimo anni prima.
Un'anima meridionalista all'interno del Pdl o un Partito del Sud, totale antitesi rispetto all'idea di un'altra Lega, nel suo stesso e intrinseco presupposto che ne è ispiratore, a volerla o a volerlo alla fine di quella che non è una fiera, sono in tre, altri dal coro, sempre, anche quando - almeno apparentemente - incompresi. Il disegno di uno, con la serena tenacia di chi non ha mai pensato che una direzione fosse altro dall'indicare qualcosa di perseguibile soltanto perché condiviso, ha preso le forme, forse un po' in anticipo, sul foglio bianco in cui negli anni è iniziato il tratto di una matita intelligente delle cose... ed è stato accompagnato e condiviso, come appunto nelle intenzioni.
Ne sono consapevoli alleati e avversari, dentro e fuori gli schemi, dentro e fuori il partito, dentro e fuori dall'opposizione e, pure stesso, dalla Politica.
Nulla avviene in modo naturale senza un consenso libero.
Anche se a darlo, per una volta, oltre che le persone, che sono anche cittadini-elettori, sono altri più su, leader a loro volta e a prescindere... almeno nell'aver saputo riconoscere in anticipo certe raffinatezze mentali che poco hanno a vedere con le sfere di cuoio.
La direzione, allora, quale che sia, è comunque segnata. E ineluttabile.
Soltanto visioni?
Alfio Maria Fiamingo




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giovedì 11 giugno 2009

...quale direzione?


di Alfio Maria Fiamingo

Le elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in Italia, come altre volte e nel resto dei Paesi dell'Unione, hanno registrato una flessione rispetto al dato di affluenza per le politiche. Maggiore nella nostra isola sulla media nazionale. In Sicilia, invero, le elezioni dello scorso fine settimana sono state vissute con un significato diverso. Le beghe interne al PDL locale, che hanno preceduto e poi accompagnato il primo anno di governo di Raffaele Lombardo, hanno reso nei fatti, quello dei siciliani, anche un voto per assegnare la supremazia a una delle due anime del PDL, rappresentate dalla corrente Schifani-Alfano - che include il coordinatore regionale Giuseppe Castiglione e il Sen. Giuseppe Firrarello - e dall'altra, che si riconosce in Gianfranco Micciché.
In questo blog, prima del voto, ho provato a spiegare le ragioni di una scelta che avrebbe potuto evitare che il tempo della politica tornasse indietro di decenni.
A urne chiuse, tuttavia, emergono alcune semplici considerazioni: il serbatoio azzurro, per la prima volta, non ha funzionato nel ruolo di plus valore al dato nazionale complessivo del partito del Premier; il numero dei non votanti ha superato la media nazionale, come evidenziato; Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, nel ruolo di coordinatori regionali del PDL, non si sono neanche avvicinati ai risultati ottenuti da Gianfranco Micciché.
Se, come già dalle prime ore, Denis Verdini e Ignazio La Russa, coordinatori nazionali insieme a Sandro Bondi, hanno indicato tra le concause di un risultato inferiore alle aspettative della formazione politica di loro appartenenza la più alta percentuale di astenuti in Sicilia, oltre che una perdita intorno ai dieci punti rispetto alle politiche di un anno addietro relativamente alla nostra regione, potrebbero ricordare a se stessi di aver scelto i coordinatori regionali e di aver avuto la percezione errata che da un provvedimento di sospensione comminato ai tre assessori che avevano accettato le deleghe del Lombardo-bis potesse venir fuori un clima più sereno. Peraltro, il plebiscito di voti per Berlusconi non c'è stato perché al gruppo Schifani-Alfano-Castiglione-Firrarello è risultato più comodo - posto che le preferenze in lista potevano essere al massimo tre - indicare il trio La Via, Iacolino e Strano, almeno in provincia di Catania; e perché tra gli elettori di Cimino ad Agrigento - come si legge dai risultati - ha prevalso il disappunto per un provvedimento di sospensione tanto privo di senso quanto inutile. A guardare la tabella delle percentuali, come un chiaro dato di fatto, si ritrovano più o meno gli stessi risultati delle scorse elezioni regionali.
  • Lombardo non aggiunge, su questa linea, voti al Pdl ma li sottrae, oggi come allora.
  • Lombardo non è il 65% dell'Isola, come alcuni ritenevano fosse.

  • Lombardo, voluto da Schifani-Alfano, è stato mollato da loro per ragioni incomprensibili, politicamente.

  • Lombardo, osteggiato da Micciché, prima della sua candidatura a Governatore, è adesso apprezzato dal pupillo di Berlusconi per il suo essersi mostrato disponibile a privilegiare gli interessi di un modo di intendere la politica che non guarda alle alleanze e ai favori, ma tira dritto nel senso di un recupero di efficienza e di una reale promozione dello sviluppo e delle opportunità per chi intende continuare a vivere e a immaginare un futuro che abbia un numero maggiore di certezze in questa terra al centro del mediterraneo.


Che è, poi, quanto aveva promesso proprio Micciché nel suo muovere un passo indietro, appena poco più di un anno fa, rinunciando a candidarsi in prima persona, dopo aver proposto il nome di Stefania Prestigiacomo, per il governo della regione: avrebbe posto le premesse, diceva, perché il suo percorso di idee coinvolgesse il nuovo Governatore, creando le basi per una convergenza nel presupposto di una politica di servizio ai siciliani e di progressione in avanti.
Parte della stampa nazionale e dei commentatori politici rilevano nella disaffezione del nostro elettorato, sia per le urne che per il nuovo PDL, la mancata elargizione dei fondi per le aree sottosviluppate, che - a loro dire - avrebbe impedito una messe scomposta di "favori" e "clientele" [stesso ragionamento svolto da Raffaele Fitto per la Puglia di Niki Vendola] e che comunque avrebbe rappresentato, nel caso inverso, con la realizzazione delle opere da quei fondi cantierabili, un motivo di merito per le amministrazioni in essere... ma in realtà si tratta di una lettura errata.
Perché nella percezione di chi vive il territorio, invece, questa politica del "dai a me, così sarò io a dare a loro" crea frustrazione e, come accaduto, proprio la "disaffezione" oggetto delle analisi di questi primi giorni post voto. Il braccio di ferro per il potere, la lotta per apparire, il non governo delle risorse che possono mettere in moto meccanismi di miglioramento delle condizioni e delle infrastrutture, vengono percepiti, da un elettorato ben più maturo di certa stampa e di certi notisti politici, sicuramente meno mediocre di altrettanti politici [ricordate le parole di Micciché sul suo blog?], per quel che sono: inutili dimostrazioni di forza, tentativi di vana rivalsa, protagonismo per l'egemonia a discapito della parte avversa... e che ne risentano i cittadini [in questo, per errore, non considerati elettori] poco importa.
Il confronto è stato su basi di partenza di diverso livello.
Il gruppo di fedeli del Sottosegretario Micciché, comunque sia andata, con un gap di posizionamento iniziale profondo, è riuscito ad ottenere un risultato non immaginabile, reso possibile proprio dalla condivisione di ideali e valori di tutti coloro che hanno creduto nel suo progetto sino a dentro la cabina elettorale.
In questo, i quasi centoventimila voti di Michele Cimino, leggi Micciché, sono un successo che sicuramente, per quanto in campagna elettorale abbiano mostrato di essere miopi, i suoi avversari interni al partito non potranno sottovalutare.
Dentro i numeri, e oltre.
La Via e Iacolino, votati in gran parte insieme, hanno raggiunto un massimo di poco superiore alle centotrentanovemila preferenze. Cimino, invece, correva da solo [Catania ne è una palese dimostrazione].
La minaccia di espulsione è stata un boomerang, come prevedibile.
L'elezione a Strasburgo di La Via e Iacolino, per restare nella logica dei fatti, evidenzia una vittoria solo "apparente".
Il risultato finale lascia a Gianfranco Micciché tutte le strade aperte.
Restare in una posizione che saprà far valere all'interno del PDL... o iniziare un nuovo percorso che parta da Sud.
"Prima di tutto la Sicilia", continua a ripetere.
I mediocri, anche tra gli elettori, per non parlare di certe firme strapagate, continuano a credere che siano soltanto parole.
Ma gli altri, quel partito di persone libere che hanno concretamente sostenuto le sue visioni con il voto, sono molti per non destare un dibattito serio, dentro e fuori dalla Politica.


Alfio Maria Fiamingo

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sabato 6 giugno 2009

...in un'altra direzione


di Alfio Maria Fiamingo
Prima di tutto la Sicilia", dice Gianfranco Micciché. Lo aveva già detto, poco più di un anno fa.
Anche allora, come adesso, con la stessa convinzione.
La trama di un'azione politica lucida, consapevole dei percorsi necessari al raggiungimento di un obiettivo chiaro, nella mente e - per l'uomo e il suo modo di intendere la politica - nel cuore.
Dai più di difficile comprensione, la strada.
Ma un leader è tale quando sa indicare un cammino, la direzione è una freccia rivolta verso i valori e le idee da condividere insieme a chi segue. Così è. Anche quando sembra non apparire.
Un uomo, una persona, fa quel che deve fare, a prescindere da cosa sarà detto di lui, diceva in un'intervista Giovanni Falcone.
Il plauso facile non è per uomini così.
Non ci sono vie tortuose per chi tiene fede a se stesso e alle promesse a disposizione di chi riesce a farle proprie, nel vederle. Un vero leader sa conoscerle in anticipo; e sa anche perseguire un disegno che coinvolga chi è disposto al suo realizzarsi.
Prende forma, nei giorni di adesso, qualcosa che è nel cuore da almeno un biennio.
In questo, Gianfranco Micciché ne esce comunque vincitore.
Ma non è altro che un'occasione, a questo punto, quasi irripetibile.
A volte le lancette del tempo che, in un continuo filo in divenire, accompagna la storia, possono tornare indietro.
Prende forma, sì. Ma dal voto.
Le persone, donne e uomini, liberi di desiderare un futuro per questa Isola, la Sicilia, vogliono che, a scorrere, le lancette del tempo siano in avanti.
Così da essere un futuro realizzato e proiettato sulla scia di una visione ad ampio respiro.
Ma cos'è una visione, se non il provarsi - prima che altri - ad andare oltre le misure già note?
Un cerchio che si chiude, consente che ce ne siano altri che si aprano.
Questo è il momento di una scelta, per chiudere una fase d'inizio di un progetto condivisibile.
Poi ne verranno altre, ma solo da questa saldatura; un biennio di sottile - sicuramente raffinata - visione della politica.
Oppure ritrovarsi altrove, anche di decenni nel passato. Logiche contrapposte, potere e servire, arroganza e dialogo.
Le elezioni europee, per noi siciliani, hanno un valore incommensurabile, stavolta.
C'è una scelta secca, e di valore.
Un voto che può contribuire a dare senso a una direzione forse mai intrapresa, non a mia memoria, almeno.
Per questo, una libera scelta in cui riteniamo di credere, come ho definito il nostro agire altre volte, è Michele Cimino.
Buon voto.
Alfio Maria Fiamingo

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venerdì 5 giugno 2009

La chiusura a Palermo di Micciche' per Cimino

PDL: MICCICHE' "STO VIOLANDO REGOLE MA PROVO SOFFERENZA"
PALERMO (ITALPRESS) - "Sono stanco e non mi va di continuare in questa diatriba all'interno del partito, che non e' Forza Italia, un partito per cui ho un grande amore, ma e' il Popolo delle Liberta' e ci dobbiamo ancora abituare al nome". Lo ha detto il sottosegretario Gianfranco Micciche', chiudendo a Villa Filippina, a Palermo, la campagna elettorale di Michele Cimino.
"Liberta', pero' - ha precisato Micciche' -, non significa fare tutto quello che si vuole, so bene che ci sono delle regole e che io all'interno del partito ne sto violando qualcuna ma mi pare che la mia sia una violazione minore rispetto a quella di chi tradisce la Sicilia". Una violazione, ha detto ancora Micciche', "che mi da' sofferenza" anche se "mi sono accorto che in questa campagna elettorale la mia sofferenza si e' trasformata in un grande consenso della gente: abbiamo seicento consiglieri e amministratori che si sono autosospesi", "seicento persone che vogliono cambiare questo partito che e' ancora in rodaggio, in garanzia".
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 21:22 NNNN

SICILIA: MICCICHE' "LOMBARDO MEGLIO DI QUANTO NON IMMAGINASSI"
PALERMO (ITALPRESS) - "Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e' molto meglio di quanto non immaginassi un anno fa. E' un uomo di coraggio che sta tagliando dei rami secchi.
L'anno scorso l'hanno voluto, adesso che ha messo mano alla sanita' e ai rifiuti e' diventato improvvisamente un cattivo presidente". Lo ha detto il sottosegretario Gianfranco Micciche', chiudendo a Villa Filippina, a Palermo, la campagna elettorale di Michele Cimino.
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 21:06 NNNN

PDL: MICCICHE' "CASTIGLIONE E' ACARO E ASCARO"
PALERMO (ITALPRESS) - "Giuseppe Castiglione e' acaro e ascaro, pidocchio e traditore. Mi dicono di abbassare i toni, ma io non ci riesco perche' voglio che questa Sicilia cresca una volta per tutte". Lo ha detto il sottosegretario Gianfranco Micciche', chiudendo a Villa Filippina, a Palermo, la campagna elettorale di Michele Cimino.
"Tra di noi - ha continuato Micciche' - c'e' qualcuno che sta vendendo la Sicilia in cambio di un posto di coordinatore o di ministro. Io non ci sto. E posso dire questo - ha aggiunto - perche' sono inattaccabile. I miei nemici lo sanno e questo li fa impazzire".
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 21:01 NNNN

PDL: PRESTIGIACOMO "SENTITO TONI ECCESSIVI, SOLIDARIETA' A SOSPESI"
PALERMO (ITALPRESS) - "Ho pregato Gianfranco (ndr. Micciche') di usare toni bassi perche' questa campagna elettorale e' stata segnata da lacerazioni nel nostro partito che non ci piacciono.
Toni che mi hanno sinceramente e profondamente amareggiato". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a Palermo, per una manifestazione elettorale in sostegno di Michele Cimino, candidato alle Europee.
"Parole come 'espulsioni' - ha continuato il Ministro - tuonavano con arroganza. Come e' possibile che un uomo come Bufardeci che ha faticato tanto sul territorio possa sentirsi dire 'ti espelliamo' o 'ti sospendiamo' solo per una scelta diversa rispetto a quella del coordinamento regionale? Una scelta fatta non in solitudine perche' siamo in tantissimi a pensare che fosse da pazzi stare fuori dal governo della Regione".
"Non ho voluto replicare a chi minacciava espulsioni - ha proseguito il Ministro - ma do la mia solidarieta' ai sospesi e a chi si e' autosospeso. Non ho dato la mia autosospensione perche' tutto si risolvera' nelle prossime ore e non mi sembrava opportuno". "Berlusconi - ha concluso - si interessera' del problema e tutti noi non vediamo l'ora che accada".
(ITALPRESS).

npl/vbo/r 04-Giu-09 20:57 NNNN


PDL: MICCICHE' "IN SICILIA E' PARTITO GRANDE MA NON GRANDE PARTITO"-2-
Il sottosegretario Gianfranco Micciche' sta partecipando a Palermo, a villa Filippina, alla manifestazione conclusiva della campagna elettorale di Michele Cimino, candidato alle Europee.
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 20:43 NNNN

ELEZIONI: MICCICHE' "NOSTRI RISULTATI FARANNO PAURA A QUALCUNO"
PALERMO (ITALPRESS) - "La nostra battaglia elettorale non e' solo contro la sinistra, che non esiste ma ha anche dei risvolti interni al partito. Dopo i risultati ci siederemo a discutere, perche' saranno risultati che faranno veramente paura a qualcuno".
Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Micciche', nel corso della manifestazione conclusiva, a Palermo, a villa Filippina, della campagna elettorale di Michele Cimino, candidato alle Europee.
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 20:41 NNNN

PDL: MICCICHE' "IN SICILIA E' PARTITO GRANDE MA NON GRANDE PARTITO"
PALERMO (ITALPRESS) - "In Sicilia abbiamo fatto un partito molto grande che pero' non e' ancora un grande partito, perche' per essere tale servono grandi uomini che lo reggano, che sappiano essere equilibrati, che sappiano sempre capire che un partito si gestisce tutto e non solo la parte che interessa". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Micciche', nel corso della manifestazione conclusiva, a Palermo, di Michele Cimino.
(ITALPRESS).

abr/vbo/r 04-Giu-09 20:35 NNNN
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