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venerdì 7 ottobre 2011

«Leghisti come i nazisti» i fasciti i comunistii i......

Di: Tonnosalmonato

E' arrivata la bufera sull’opera esposta ad ArtVerona (Padania dell'est) dell’autore Johan Frisò, un belga che vive a Brescia probabilmente con qualche difficolta e sicuramente con più di una repulsione nei confronti dei Leghisti. Già conosciuto a qualcuno comreso il sottoscritto per il famoso slogan, "I leghisti sono come i meloni: verdi fuori e rossi dentro". Questa volta l'opera dal titolo «La storia si ripete» stà fecendo discutere e non poco e a detta di Matteo Bragantini, notabile leghista diVerona, rappresenta «Un insulto al nostro partitoe», pare che stiano valutando dalle parte padane cosa fare.

Di seguito la descrizione dell'opera stralciata da un post apparso stamani su Corriere.it di Verona

martedì 7 dicembre 2010

Like a rolling stone di Bob Dylan. L'inno momentaneo del Leader

Like a Rolling Stone, è certamente una delle pietre miliari dell'intera storia della musica moderna, di quelle che segnano un'era, così come l'album da cui era tratta: Highway 61 Revisited, che segnò la svolta "elettrificata" di quello che sino ad allora era stato un cantante folk acustico. Era il 15 giugno 1965 quando fu registrata per la prima volta, con l'ausilio di Mike Bloomfield alla chitarra elettrica e Al Kooper all'organo, e nel luglio dello stesso anno la eseguì al festival di Newport, suscitando naturalmente lo sconcerto nel pubblico che gridò al tradimento. Da allora è sempre stata in testa a tutte le "Top List" di gradimento della storia del rock.


Sulla canzone sono stati scritti libri interi ed il suo testo, ricco di allegorie e riferimenti criptici, si presta a svariate esegesi. La sua traduzione non è assolutamente cosa semplice tant'è che, eseguendola letteralmente, non rende giustizia all'originale. Per darvi un'idea, pensate al titolo: come tradurlo? "Come una pietra che rotola", "Come una pietra rotolante" o "Come un Rolling Stone", visto che nel 1965 i Rolling Stones esistevano ed erano famosi (a proposito, mel 1995 ne fecero una cover e la inserirono nell'album Stripped). Quest'ultima interpretazione sembra esclusa in quanto il titolo parrebbe ispirato ad un verso della canzone 'Lost Highway' di Hank Williams: "I'm a rolling stone, I'm alone and lost".


sabato 4 dicembre 2010

Si ricomincia...è che sia la volta buona


Eccole! erano appese al chiodo, abbastanza usurate e deformate. Le ho riprese e le ho calzate, morbide, un guanto. Compagne di un cammino fatto di passione e cuore, di sudore e di mortificazione. Compagne di una rivoluzione mancata anzi di due!
Che sia la volta buona? lo spero e comunque vada non lascierò solo il Coordinator in questa decisiva  e ulteriore battaglia di libertà che si può affrontare solamente gettando il cuore oltre tutti gli ostacoli. Si riparte e che sia la volta buona. W FORZA DEL SUD!

sabato 23 febbraio 2008

Chi si crede di essere? Forrest Gump?


Ennesimo atto di un copione già scritto, quello di ieri. In casa Popolo delle Libertà, dopo una sicura, e meticolosa analisi, del momento politico, si propone come candidatura alla presidenza della Regione Sicilia, l'On. Stefania Prestigiacomo, accolta di buon grado anche da Gianfranco Micciché, pronto a proporre un ticket con il deputato azzurro. Ma cosa succede? A questa proposta fatta per ricucire, lo strappo con l'MPA di Raffaele Lombardo, viene risposto da alcuni esponenti dello stesso movimento che la candidatura del loro leader è intoccabile, e che il nome della Prestigiacomo non và bene. Allora diciamola tutta, in realtà il problema non era tanto nel contrasto personale di alcuni ex udiccini e di altri udiccini contro il leader di Forza Italia Gianfranco Micciché, il problema è con tutta Forza Italia. Adesso abbiamo capito, il teorema dell'autonomia altro non è che una strategia per mantenere il potere e per accaparrarsi di quante più poltrone possibili, nel segno della continuità con Cuffaro. A questo punto cambia tutto, ora più che mai bisogna riaffermare una candidatura forte, come quella di Micciché e serrare i ranghi, come ha affermato ieri l'europarlamentare Francesco Musotto, indicando in Gianfranco l'uomo giusto e candidato naturale per condurre questa battaglia. Molte e diverse sono state le dichiarazioni degli azzurri siciliani, che hanno messo in luce quelli che, subordinati al cuffarismo, vedono in Lombardo il candidato ideale, e altri che stanchi della politica attuata finora vedono nella candidatura di Micciché la possibilità di segnare una svolta, nell'amministrazione della nostra regione, ed una reale possibilità di cambiamento di un modo di fare politica, che ha segnato solo negativamente la nostra terra. Bene farebbero quanti fino ad ora hanno espresso un apprezzamento nei confronti del candidato catanese, a ricredersi alla luce dei fatti avvenuti oggi, e a capire che lo strappo a cui assistiamo non è certo colpa del PdL, ma di un movimento che scaturisce da una fuoriuscita per motivi di incomprensione, dall'Udc di Casini, e che vuol bluffare come si fa al poker, solo per alzare la posta in gioco, nel tentativo di fare man bassa di tutto il bottino. Dalle agenzie stampa che girano online nei varii siti internet, abbiamo appreso che domenica gli autonomisti siciliani di Lombardo apriranno la loro campagna elettorale, con il loro leader candidato a presidente, che ha inoltre dichiarato la ferma convinzione a mantenere la candidatura e che gli alleati li troverà strada facendo, a noi sembra tanto la scena del film Forrest Gump in cui inizia a correre e le persone si vanno aggregando nella corsa, ma forse Lombardo non è riuscito a cogliere una piccola differenza, Forrest Gump correva per il puro piacere della corsa, in Sicilia bisogna correre per governare una regione e non per creare una squadra da presentare alla maratona di New York. A nostro avviso questo è un progetto che ha fallito in partenza, e che rischia di consegnare la nostra regione in mano alla sinistra, che ha già fallito in altre regioni e che non ha fatto nulla per la nostra terra, negli ultimi due anni del peggior governo nazionale che la storia dell'Italia abbia mai visto.

martedì 12 febbraio 2008

Ci risiamo Fini si prona a Casini


Lo confesso, sono di parte, io sto con Miccichè! E a che ci siamo mettiamo in chiaro subito con non ho mai subito il fascino di Fini, anzi, lo ritengo responsabile di avere causato danni nella legislatura precedente ( 2001-2006)e non poche difficoltà alla piena realizzazione del programma. Chiaramente mi riferisco alle dimissioni Tremonti ed al calo delle tasse per gli scaglioni superiori al 33%. Sono convinto che lì abbiamo perso i 2 milioni di voti delusi dalla mancata rivoluzione liberale promessa da Berlusconi e che sono rimasti nel congelatore in attesa di tempi migliori, in senso liberaleUn altro atteggiamento che svela la mancanza della caratura da Leader di Fini risiede nella sudditanza mentale nei confronti di Casini. Tale sudditanza è all’origine di tutti gli errori di Fini o meglio sarebbe dire di tutte quelle volte che Fini si sia messo in contrasto con Berlusconi ed ha assunto comportamenti sleali.L’ultima in ordine di tempo di queste “Finiate” si svolge in Sicilia ed avviene stamattina. "Il mio auspicio e' che l'Udc faccia parte a pieno titolo non solo della lista elettorale, ma anche della fase successiva". Ed ancora. "Credo che sarebbe sbagliato fare un piccolo, per quanto legittimo, calcolo di bottega", aggiunge il leader di An indicando il caso Sicilia come soluzione ai problemi di alleanza con Casini: "Non c'e' nulla di personale contro Micciche', ma la sua candidatura e' osteggiata dall'Udc e l'Udc ha un peso rilevante in Sicilia: bisogna trovare un accordo anche con loro". In sostanza sacrificare le attese di cambiamento e discontinuità della Sicilia dopo una condanne del proprio governatore al cannolo, dopo che lo stesso ha lanciato un anatema minaccia contro chi ha , per ruolo e convincimento, posto argine alla topica scivolata del popolo siciliano. Ebbene per due calcoli di bottega possiamo calarci le brache. Bravo Fini! E che valore diamo nei due calcolucci di bottega a valori quale: l’onestà, l’etica, la legalità e la certezza della pena? La magistratura ha fatto il fatidico suo dovere ed ha tolto, a torto o a ragione, il potere a Cuffaro interdendolo dai pubblici uffici. Cuffaro lanciando e rilanciando il veto contro Miccichè dimostra ai sui ed a tutti che non ha perso il potere politico, lui interdetto, di interdire, di prevaricare, di pontificare in virtù della forza di 250 mila voti. Bravo Fini , facciamo una cosa , piegati supino tu dinanzi a Cuffaro , io non assisterò alla sconcertante scena di 250 mila violentatori del tuo corpo (elettorale). Io starò a casa . Io non voterò chi si piega dinanzi al ricatto di chi “vuole stabilire la successione a se stesso dopo essere stato cacciato ignominiosamente e aver favorito la mafia”